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Taranto, Biblioteca Pietro Acclavio
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Taranto, Biblioteca Pietro Acclavio
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Taranto, Biblioteca Pietro Acclavio
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Trani, Biblioteca Giovanni Bovio
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Foggia, Biblioteca la Magna Capitana
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Foggia, Biblioteca la Magna Capitana
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Foggia, Biblioteca la Magna Capitana
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Foggia, Biblioteca la Magna Capitana
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Foggia, Biblioteca la Magna Capitana
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Brindisi, Mediaporto
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Lecce, Biblioteca N. Bernardini
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Lecce, Biblioteca N. Bernardini
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Lecce, Biblioteca N. Bernardini
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Lecce, Biblioteca N. Bernardini
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Università di Foggia, Biblioteca di Area Umanistica
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Università di Foggia, Biblioteca di Area Umanistica
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Università di Foggia, Biblioteca di Area Giuridica
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Università di Foggia, Biblioteca di Area Economica
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Università di Foggia, Biblioteca di Area Economica

il portale delle biblioteche pugliesi

I frutti puri impazziscono : etnografia, letteratura e arte nel secolo 20.

Clifford, James

Bollati Boringhieri <casa editrice> 2010

Abstract

Rispetto alla letteratura antropologica corrente, centrata sul concetto di cultura, &quot;I frutti puri impazziscono&quot; costituisce un punto di svolta: per la prima volta, infatti, l'attività degli etnografi - degli &quot;scienziati&quot; - è vista, con piena consapevolezza teorica, come parte della generale storia intellettuale della modernità, e soprattutto come produzione letteraria, attraverso la quale si ristruttura la coscienza dell'Occidente. Una storia in cui rientrano la fondazione del Musée de l'Homme e la spedizione transafricana Dakar-Gibuti, ma anche una suggestiva esplorazione dei rapporti tra surrealismo ed etnografia, la lettura parallela di Conrad e Malinowski, oltre che saggi su Segalen, Leiris, Césaire e la discussione di Orientalismo di Edward W. Said. Clifford muove da una constatazione: ci troviamo tutti in una condizione di &quot;modernità etnografica&quot;, spiazzati in mezzo a tradizioni culturali disgregate, vittime di un'instabilità e di uno sradicamento che sono ormai un destino comune. E tuttavia, proprio da quella che potrebbe apparire una catastrofica perdita di autenticità e purezza, emerge la possibilità di una indefinita ricomponibilità degli antichi oggetti culturali in strutture dotate di nuovo senso.