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giugno
Settant’anni di Paz: la Puglia celebra il genio di Andrea Pazienza con la rassegna “PAZ 70”
23/05/26 -12/06/26 26/06/26 -17/07/26
Quattro tappe tra San Severo, Foggia, Bari e Lecce per riscoprire l’attualità di un artista rivoluzionario che ha cambiato per sempre la narrazione per immagini in Italia.
C’è un disperato bisogno del punto di vista di Andrea Pazienza in questo pezzo di secolo. In un’epoca schiacciata dal politicamente corretto, dalla rapidità dei consumi digitali e da una diffusa pigrizia intellettuale, la sua linea spezzata, la sua satira feroce e la sua debordante umanità mancano come l'aria. Lo sa bene la Regione Puglia, che in occasione del settantennale della nascita dell'artista ha deciso di tributargli un omaggio ambizioso e diffuso: nasce così “PAZ 70”, un viaggio culturale in quattro tappe che attraverserà il territorio pugliese dal 23 maggio al 17 luglio.
La rassegna si svilupperà lungo una costellazione di quattro città chiave – San Severo, Foggia, Bari e Lecce – e si muoverà attorno a quattro verbi-manifesto: imparare, disegnare, raccontare, sovvertire. Sono le espressioni-chiave scelte per riavvicinarsi all’universo di Paz, non per farne una sterile celebrazione museale, ma per rilanciarne la forza d'urto in una contemporaneità che – per usare le parole degli organizzatori – "non sa pensare e non sa sorridere".
Il progetto, nato dall'intuizione di Stefano Cristante e Luigi De Luca, è una grande operazione di sistema organizzata da Puglia Culture e promossa dai Poli Biblio-Museali di Puglia, in fondamentale sinergia con l’Amministrazione Comunale di San Severo e supportata da un comitato scientifico di primissimo piano.
Andrea Pazienza
Nato a San Benedetto del Tronto, la città di mamma Giuliana, il 23 maggio del 1956. Il suo papà, Enrico, notevole acquerellista, era pugliese di San Severo, la città dove Andrea è cresciuto per poi fare il salto verso la vita. Una vita piena di disegni e di storie, di legami e amicizie fondamentali che hanno segnato la storia del fumetto e della cultura giovanile italiana, come quella di Andrea con Tanino Liberatore che aveva incontrato a Pescara, studenti entrambi del Liceo Artistico. Poi, nel 1974, Bologna, città cruciale in quegli anni magnifici e tragici. Anni di necessità creative, per togliersi di dosso l’asfissia del piombo e del sangue di una stagione che di fatto chiudeva la grande onda del Sessantotto. Fare movimento e fare rivista la chiave per ridestare ciò che la politica mortificava. Tanti con Andrea sono i protagonisti di quel “rifiuto” pieno di iniziative editoriali e di nuovi incontri, come quello con Stefano Tamburini, con cui Andrea fondò “Cannibale” insieme a Scozzari, a Mattioli e a Liberatore, per poi immergersi nella straordinaria impresa del settimanale “Il male”. Poi, all’inizio degli anni ’80, l’invenzione di “Frigidaire”, la rivista diretta da Vincenzo Sparagna che fu una vera e propria fucina di talenti. E infine, nella seconda metà degli anni ’80, la collaborazione con le pagine di satira di “Tango”, diretto da Sergio Staino.
Un racconto finito troppo presto quello di PAZ: un tempo però moltiplicato nei tanti personaggi disegnati in cui il genio di Andrea s’è incarnato, fondando uno stile e una lingua capaci di graffiare e far ridere: Pentothal, Zanardi, Francesco Stella, Pertini, Pompeo, Campofame, il cane Astarte, mentre il suo talento dilagava in mille altre collaborazioni per il teatro, la danza, il cinema. I personaggi di Andrea sono la rivelazione del suo stare nel mondo per osservarlo e tradurlo con la matita e il pennarello, una grande opera di poesia dove arte e vita si fondono fino all’ultimo respiro.